Cade prona la notte
Grazia Longo
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Penso, allacciando l'ombra
al chiodo della solitudine.
Avvinta al muro del pianto
com'edera senza radici aeree.
Infruttuoso tentativo
di sciogliere legnosi nodi,
dissipando immagini
di ciò che non fu
tumulando l'anima
in un caldo sepolcro
tra bocci di fiori
mai fatti corolla
a rivelar la bellezza carnosa
degli osceni pistilli
turgore rugiadoso
dipinto di rosa.
Templi di nebbia nella notte
tanto vicini da poterli toccare
e così lontane le fulgide stelle!
Latrano ora i ricordi
sotto la luce fioca dei lampioni
rigurgitando cupe bave,
randagi d'altri luoghi
e d'altri tempi.
Cade prona la notte
lontana dalle luci del centro
nel vicolo stretto del ghetto.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (5)
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Giovanni6223 gennaio 2011
Una profonda introspezione, i ricordi che riaffiorano alla mente causano ancora dolore e tristezza, si vorrebbe cancellarli ma restano lì. Splendida poesia.
C
Citarei Loretta Margherita23 gennaio 2011
una profonda amara riflessione di se stessi, bellissima poesia
Splendido Leotta Michele23 gennaio 2011
un insieme ripreso del cuore ...dona il vissuto del dolore e dell'amore... veramente fantastica nel deportare apprensioni dell'anima... una poesia in classe di chiave poetica meravigliosa
S
Stefano Guerrieri23 gennaio 2011
... bellissimo il video. La musica ankor di più,... dev'esser ottima per farci l'Amor tenendola come sottofondo. Ps: Parlo per ME come sempre. Taaaooo!
Midesa23 gennaio 2011
stupendo incedere di versi... fiume scarno ma efficace di parole per una grande introspezione... cupa ma intensa...



