Aperitivo domenicale
Patatine, pizzette
e un salatino
per ingurgitare
altro vino.
L'aperitivoso rituale
domenicale
si consuma,
senza donne, mogli e figlie
eppure di loro si parla,
presenze ancestrali
senza pari.
L'aria è fredda
ma si sta all'aperto
per il pagano rito schietto:
si beve, si fuma
si odora il mezzogiorno
ma arrivano le due
e la piazza impazza
di chiacchiere
e di inutile franchezza,
sommessamente,
assorbita tramite calici
blasfemi e sempre pieni.
La solitudine è più consolante
se condivisa
con un turista ossequiente.
Poi il caffè offerto
per gentilezza
e non per rispetto
alla bellezza della signora,
sola, col suo cane sorcino
avvolto in un mantello
che lo assomiglia
ad un torroncino.
Tutto prosegue,
si ritorna a casa
implosione latente
di struggente
malinconia.
©
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L'autore
morfeo morganti
Rieccomi fra di voi amici. Dopo una lunga e dolorosa malattia ho ripreso a scrivere e la pagina bianca non mi spaventa più. La sofferenza ed il male oscuro, mi hanno temprato. Sono e vivo a Brescia, per anni ho esercitato la professione di avvocato penalista che, mio malgrado, ho dovuto abbandonare. L’anagrafe non mi a
Commenti (1)
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Franca Donà astrofelia23 gennaio 2011
per me l'aperitivo è un rito, sinonimo di un ritaglio di libertà e piccolo piacere gustativo e di vita.
