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Sociale 25 gennaio 2011 · lettura 1 min · 2182 letture

Nemmeno il Sole

Andrea D’Alfonso 694 poesie pubblicate
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Il vento portava quel denso sapore di niente che viene dall'uomo sepolto dal vuoto Il ricordo di fili spinati del tempo sono spine nel fianco del nostro costato Le lance si sono trafitte alla corteccia del cuore Umano che d'umano sentire più non sorge nel grigio del cielo di campi minati dal demoniaco gelo di vuota esistenza l'umana essenza si scorge violata Mai più si possa sentir quel freddo di vita Corpi spogliati anche del calore che viene dal sole
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Il silenzio di quelle anime grida nella storia dei nostri giorni... Ascoltiamo nel vento il dolore. Non chiudiamo gli occhi, mai, di fronte all'umano orrore...

L'autore
Andrea D’Alfonso

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una

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Commenti (5)

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mario calzolaro25 gennaio 2011

...il fondo di aberrazione cui è capace di spingersi la "bestia uomo" è totalmente ignoto agli animali. Grande Andrea queso tuo tributo "per non dmenticare"!

Danielinagranata25 gennaio 2011

...per non dimenticare tutto il dolore e l'orrore grande e intensa lirica

iezzi giampiero26 gennaio 2011

duri ricordi dello strazio umano sempre scritti nella mente umana per non dimenticare. Purtroppo viene dimenticato per gli altri 364 giorni che ci dividono dalla prossima commemorazione. E' l'incessante marea di notizie che giornalmente riempiono il tempo come un bollettino di guerra per poi ritornare a dimenticare, una volta sotterrati con i defunti il motivo dell'avvenuto fatto... forse è necessario dimenticare per vivere.

Vilma26 gennaio 2011

Molto apprezzata per il contenuto... mai dimenticare. Bravo come sempre.

radicedi6426 gennaio 2011

rispettoso silenzio, assorto nella necessaria riflessione a cui ci accompagni così degnamente. e per cui ti ringrazio.