Chiaro scuro
angelo cora
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Tra fonte di sospiri, una volgar parola,
nel tuo inventar sorrisi, un bacio mi respiri,
e baci altri ancora, che mangian verbi e frasi,
che fuggono il reale
Labbra mordicchiate, intimi esplorati,
ovunque bocca e pelle, ovunque pelle e mani,
due note di stupore a far danzar ormoni,
vulcano che impazzisce, corpo che stordisce,
un fuoco ardente in pena, un plauso nell'arena
Tutto quel confuso, tutto quell'intruso,
un poco mi stupisce, un poco mi trattiene, dal chiedermi chi sei,
nel chiedermi chi sono, e quello che succede,
nel chiaro scuro lieve, confondere profili
A tutto quel non dire, a tutto quel da fare, è lesto il mio associare,
è lungo il mio sostare, tra quel sapor di pelle, tra quel toccar le stelle
Capezzoli induriti, tra liberi vestiti, sparsi in ogni dove,
innescano piaceri, al mio lieto ammirare, al mio carezzare,
all'immenso soddisfare di labbra affondare, ove più non vedo
Là, dove la voglia m'assale, continuo a inabissare,
mentre tu, agitando ad occhi chiusi, morsicando lenzuola,
mi illumini un sorriso, in quel lasciarmi fare,
singhiozzi una parola,
accendi un supplicare,
ancora, ancora, ancora
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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