Domenica pomeriggio
Nella mia camera sono sdraiato,
dentro un corsetto duro, costretto
penso all'impatto crudo, impietoso
che mi impone l'immobilità.
Non riesco a muovermi senza dolore:
son le mie vertebre andate in frantumi.
Tanto lontana la guarigione.
Unica voglia che mi rimane
È collegarmi al resto del mondo:
la rete è prodiga di porti ameni
e navigare m'è congeniale.
Fuori c'è il sole che brilla impavido
La gente è poca quella che gira.
Oggi è domenica son tutti allegri,
posso sentirli dal mio ritiro.
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Commenti (1)
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X Bruna Rossini28 gennaio 2011
Saper trarre parole dalle situazioni avverse ed aprirsi al mondo fra virtuale e reale... sono opportunità davvero impagabili quando "il Caso" si accanisce.