Sette anni a novembre (Ottobre 1942)
E' da poco cominciata la scuola
con le mie amiche impariamo a leggere
quest'anno siamo nella seconda,
oggi
son venuti i soldati cattivi
ci han portato via,
la nonna mi ha detto un segreto
ci porteranno in un posto bello dove io imparerò
a scrivere e staremo bene,
non capisco perché la mamma piange sempre...
Siamo salite tutte sul treno,
lo immaginavo diverso
non ci ero mai stata, credevo ci fossero
i sedili invece siamo tutte in piedi
ed i finestrini sono alti.
Viaggiamo da tre giorni ormai e molte signore
che non si sentivano bene sono scese,
ma ne sono salite altre con le loro bambine,
i papà sono su un treno più grande.
La mamma ha detto che oggi arriviamo
ed io devo stare vicina a lei
sono contenta
voglio vedere la nuova citta'.
Spero di tornare presto a casa,
per raccontare tutto agli amici.
Si è fermato il treno siamo arrivate,
la mamma mi ha preso in braccio
per vedere fuori dal finestrino,
ho letto il nome della citta'
sono brava si chiama, Auschwitz.
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Commenti (1)
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Sara Acireale27 gennaio 2011
Bellissime parole per non dimenticare. Oggi più che mai c'è bisogno della memoria: per ricordare, per fare in modo che i giovani SAPPIANO, per fare in modo che non accada MAI più, che questa immane tragedia non si ripeta. Mi ha commosso questa poesia e dico GRAZIE a chi l'ha scritta
