L'ultima alba
You Don’t Know Me
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ombra scura muove nell'abisso
tra rami spinosi di duro corallo
là dove non arriva il sole
dove nel buio muore la luce
qualcosa sul fondo tace
figura si desta lentamente
quando il respiro si fece voce
s'alzò la rena
impercettibilmente
nella oscurità degli abissi
s'udì un canto
aveva nei toni la dolcezza del mare
affondava tra i gorghi
risalendo dal fondo
tra pagliuzze d'oro tormentata voce
per andarlo a cercare
libero s'innalzò il canto
l'udirono i naviganti tra i marosi
l'ascoltarono i marinai in superficie
l'udì il suo amore nel ribollir dell'onde
sopra lo scoglio lui restò ad ascoltare
era un canto che struggeva in petto
parlava di un amore
a cui aveva donato il cuore
saliva in superficie sulla spuma d'argento
profilo nascosto nella luce lunare
lui riconobbe nell'ombra spettrale
la sua sirena dai riccioli d'oro
caddero lacrime nella corrente
fendettero il buio fin nel profondo
facendo passare la luce del giorno
s'illuminò il tramonto sul mare
dei suoi colori splendettero i cieli
lame nel buio accesero il sole
l'acqua aprì le sue braccia all'incontro
lui dallo scoglio la vide salire
emerse dal fondo oscillando nel vento
il canto l'avvolse manto d'argento
per un attimo lei restò senza voce
attorno tutto tacque si fermò il mondo
in quell'istante lui le regalò il sogno
il bacio fu solo incontro di labbra
lei per una notte ritrovò l'amore
prima che l'alba annegasse
alla luce del sole
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Andrea D’Alfonso30 gennaio 2011
Molto avvolgente questo senso poetico al punto che par di ascoltare una canzone. Piaciauta ed apprezzata nella descrizione delle immagini, che nella sua lunghezza epressiva, non perde il filo e non devia mai dal suo centro che come la notte incede fino al volger dell'alba il suo fine. Molto bella!

