'piacer figlio d'affanno'...diceva un tale

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
.e quel taluno cantava d'amore e d'affanno come non fa nessuno!! Ora tu, poeta di stile, riproponi le tue note dolenti e sai che mi accontenti con le tue citazioni: rapisci le mie attenzioni e io mi fermo a pensare quanto possa il tuo male dare sfogo all'amata poesia. Per te sarà melodia il pianto e il dolore delle bianche corsie, e da lì avrai motivo di canto, con un altro respiro, con altra intonazione, con un verso distante, ma pur sempre calzante al desiderio di fare poesia. Orsù, fai piano le scale, dimentica il male e respira il balsamo che la vita regala, anche con il gelo del secco maestrale, con la candida neve che imbianca le strade, e copre i suoni dei passi nel viale che facesti da ultimo, prima dell'ospedale!
...gia!...ed è bellissima la parte centrale... cià*
Ché se la carne non fosse una debolezza, talvolta, non avremmo niente da dire ma solo un pensare piano, in cui i respiri non sarebbero meraviglia o ''potenza'' in quei fiocchi di neve a testimoniare il continuo cadere, anche morbido e silenzioso, del nostro tempo. Bellissima.


