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Uomini 31 gennaio 2011 · lettura 2 min · 2365 letture

A mia discolpa (processo a Ponzio Pilato)

M
Massimo Franceschini 223 poesie pubblicate
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Signori della corte e voi cristiani, vengo qui nudo a farmi giudicare, non ho un solo avvocato tra gli umani, schifato come verme da schiacciare. Mi inchioda quella decisione atroce di non decidere di salvare il Cristo morto inchiodato sopra ad una croce per delle colpe che nessuno ha visto. Si, fate bene a scuotere la testa, il nazareno non fece mai alcun male. Ero un relitto in mezzo alla tempesta, uno schizzo nel disegno universale. Mandai a morire il figlio del Signore, così era scritto dal voler divino fatemi discolpare per favore ero parte del disegno, me tapino! Lo so soltanto io cosa ho passato trafitto dal suo sguardo devastante, l'istante dopo averlo condannato la mia coscienza urlò in modo straziante. So che sulla quella croce di dolore morì l'amore fattosi persona, per voi io sono il re del disonore uno che anche chiamarlo uomo, stona. Vi dico un'ultima cosa e poi mi taccio, a tutti voi che qui mi giudicate, io da quel giorno vissi come straccio, supplizi furono le mie giornate. Ma voi persone probe, oneste e serie sapete rendere onore a quella croce? Gesù morì per le vostre miserie usando come mezzo la mia voce. Io son colpevole, lo dice la storia, Pilato condannò il figlio di Dio ma non abbiate corta la memoria, colpevoli siete voi come son io.
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Ringrazio chi ha commentato la mia poesia e volevo solo dire che non volevo scriverla in endecasillabi per la difficoltà di inserire rime convincenti e visto l'argomento piuttosto delicato, ho preferito la sostanza alla forma sperando comunque di essere risultato piacevole alla lettura.12 maggio 2011
M
L'autore
Massimo Franceschini
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Commenti (3)

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Michele Tropiano31 gennaio 2011

anche se non condivido il messaggio cristiano (non sono credente) mi è piaciuta molto questa poesia: nessuno, mi sembra, si sia "messo dalla parte" di ponzio pilato e questo è decisamente originale. dar voce a chi la storia a tolto la voce, a chi la storia ha assegnato un ruolo che forse lui non voleva: molto probabilmente, non è toccato solo a ponzio pilato tutto questo! e poi mi piaccioni i versi, di buona fattura.

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Rita Verrocchio31 gennaio 2011

Gesù non ha condannato nessuno. E' morto amando Giuda, Ponzio Pilato, Il soldato che lo trafisse con la lancia, i due ladroni ... e ama noi. Lui ha inchiodato sulla croce i peccati di tutti riscattando le nostre vite pr offrirci al Padre santi e immacolati. Ci chiede solo di accettare il suo amore...! Molto coinvolgente.

Luciano Tarabella31 gennaio 2011

La poesia è molto originale e concettualmente bene espressa: il conteggio della sillabe, se volevi scrivere endecasillabi, lascia molto a desiderare.