Pausa d'autore
E se mai si scoprisse,
cosa sarei più di poche righe?
Perderò ancora gocce drastiche,
ultimo ricordo di me che guardo.
Poca fama di braccia incrociate
su un balcone anonimo;
vivo nell'attesa di un centimetro:
un mondo mio e sconosciuto.
Fili pendenti della luce,
messaggi alterni e subliminali
di percosse nell'aria della sera
che sfinge e soluzione recita.
Vi siete mai partoriti al tramonto?
Privilegio di chi passa avanti
in marcia costante e fallimentare,
arrivo sempre prima di me.
Nell'incrocio sottostante,
herpes asfaltati sui volti,
le mille identità di un tombino...
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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F
Francesca Cuccia1 febbraio 2011
Quando vogliamo penetrarci dentro, non arriviamo mai dove veramente siamo... purtroppo dobbiamo accontentarci di essere mistero a noi stessi. La conoscenza si ferma sempre davanti all'ultima porta e non sappiamo di certo se dietro a quella ve ne possa essere ancora un'altra. Ognuno ha una porta diversa, chi fatta di sbarre, chi di merletti, chi di muri e chi... di parole!
