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Ribellione 1 febbraio 2011 · lettura 2 min · 3264 letture

Gli occhi sotto il tavolo

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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Il tuo piccolo mondo idiota del tuo piccolo guscio egoista ti sollazzi coi tuoi vizi e comandi a menadito chi ha patito e ti ha subito nel tuo piccolo mondo arido alzi mani contro inermi sputi sentenze fuori dai denti col tuo piccolo cervello vuoto offendi chi mai t'ha tradito chi t'ha amato e non per sbaglio lo calpesti in uno sbadiglio non ti curi neppur del figlio non lo guardi mai negli occhi quando il corpo di lei percuoti e tocchi sotto il tavolo quegli occhi scrutan seri lì la belva sembra ieri che da solo soffocava nei silenzi il suo pianto nel lenzuolo il suo sguardo non perdona nei suoi occhi la condanna per quell'uomo piccolo assai occhi che non dimenticheranno mai ed andranno a raccontare ciò che il cuore vuol scordare che sua madre un dì più scuro fu sbattuta contro un muro vi rimase sol sorriso che ricorda e suo bel viso l'accompagna e lo tien sveglio mentre intona ninna nanna a quel bimbo nella culla che somiglia alla sua mamma a quel bimbo che è suo figlio
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L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (3)

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Kiaraluna1 febbraio 2011

Taglienti immagini di ordinaria violenza familiare... vittime di una malata distorsione mentale che striscia ogni giorno tra le pareti domestiche, dove la paura fa da sottofondo al silenzio. Durissima e mgistrale denuncia, veramente da encomio.

Michele Tropiano1 febbraio 2011

molto intensa questa riflessione... versi che trasmettono senzasione forti, versi a mio avviso costruiti anche bene con alcune rime e con assonanze (che spero siano volute e non casuali) che aumentano il "pathos" del componimento. unico appunto: quell'"assai" per far rima con "mai", poiché è un termine meridionale, lo vedo un po' fuori luogo in questa poesia che è un canto universale di ribellione femminile.

Giorgio Dello1 febbraio 2011

una meravigliosa poesia per descrivere una struggente realtà, una distorsione che finisce sempre di più nelle cronache odierne. La lirica è maestosa, il sentire di questa autrice è veramente sublime, nel suo orrore la poe è fantastica!