Segnando il cielo
Ritorno al passato
col senno di oggi.
Non ti ho mai guardato.
Intrecci di Giorni
di Notti
di Cieli.
Rinasci nei pensieri.
Turgido,
il mio seno,
non era tuo,
timido, piccolo bambino.
Sei cresciuto,
hai parlato a cuore aperto
e nel mio animo
sei risbocciato.
Bella,
la tua schiena
plasmata dal tempo.
Mi ci vorrei adagiare.
E la tua mano,
su quel seno un po' sciupato,
mi sembra di sentire
in attimi di Ambrosia.
Sotto c'è il cuore
e tu lo cerchi con le labbra,
immerso nel mio Amore.
Una punta di follia
cresce al tuo tocco
e mi fonde come cera.
Cera che scorre
in ogni tuo greto.
Del mio Giardino
spogli il segreto.
E gridiamo come gabbiani,
avidi e affamamati,
lasciando un rivolo di vita
in questa Volta nera
che ci aspettava.
©
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Commenti (1)
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Veitla3 febbraio 2011
Belli questi urli di gabbiani, stupenda poesia, peccato che oggi i gabbiani diventino neri nei cassonetti, in quelle volte nere...
