Strano
Antonio Bruno
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Recenti volti
cocenti svolte
delle giravolte
nella bizzarra gioia
Non molla
Crede di dimostrare
Sfrutta quel suo Natale
Che rimbomba ancora
Eppure è andata a scuola!
Senza mai imparare
È stata all'ospedale
Pur essendo sana
E quella voglia strana
Che la prendeva a sera
La faceva severa
Stendeva i panni al vento
Duro il suo sentimento
Misto di talco alato
Crudo e disperato
Prima di andare a messa
Che non c'è nulla adesso
È stato ritrovato
Quel timbro congelato
Che sigillava tutto
L'hanno resi fluttuo
Due umili signori
Vestiti di clamori
Azzurre sette nuove
giovani alla riscossa
Mai più bandiera rossa
Né scudi con le croci
Oggi tutti sposi
Di fresco trasformati
Tutti sconsiderati
Credevamo futuro
Combattendo lo scuro
Eppure abbiam sbagliato
Abbiamo dubitato
Che fossimo uno solo
Oggi con un ristoro
E sotto quel giaciglio
Un umile consiglio
Aleggia oggi ancora
È quella triste storia
Di chi ha amato tanto
Senza nessun rimpianto
Sciogliendo i suoi capelli
Sui tuoi occhi belli
Intrecciando piano
Non sei più triste
È strano...
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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