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Sociale 4 febbraio 2011 · lettura 2 min · 3977 letture

Al di là del filo spinato

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Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Ombre sul passato per non dimenticare il volto della malvagità al di là della linea che separa la luce dal buio. Transiti di quarantena senza più ritorno fumo dalle ciminiere odore pungente di carne bruciata per chilometri e chilometri sulla terra. Consegna dei vestiti rasatura a zero disinfestazione totale casacca e pantaloni a righe grigio- azzurri zoccoli ed una serie di numeri solo numeri senz'anima. Isole di morte dove la luce muore sui carrelli dei forni crematori che sciolgono le carni e l'anima. Camere delle docce mentre le urla si mescolano alle lacrime ed alla paura poi più niente scompare anche la tortura. Josef Mengele ed i suoi esperimenti veleni iniettati nei bulbi oculari bambini resi deformi da atroci interventi costretti a scendere abissi amari. Scheletri non più uomini bestie non più donne ratti non più bambini ufficiali in divisa SS non più gentiluomini. I tarli del passato rosicchiano le ossa del presente la mente rimuove spesso ciò che non vuol vedere al di là del filo spinato urlano le anime di chi ha vissuto di chi è morto senza dignità portandosi via la sua triste sconfitta. Blocco 11... Lager Stehzelle rottura dei tendini restando appesi ad un palo rotolandosi sui vetri privati del pasto per appagare l'ego di una razza bionda e crudele. Zyklon B omicidi di massa acido prussico in cristalli per uccidere a largo raggio iniezioni di fenolo al cuore sterilizzazione con raggi X sui genitali stupri su neonati per vederne l'efetto dell'odio del dominio del carnefice sui suoi giocattoli di carne. Non hanno mai pagato per i loro orrori criminali orgoglio che va oltre ogni ragione e giudizio la superbia del malvagio non ammette ammenda ma cova la sua rabbia sott'acqua ed accarezza la sua piaga tremenda.
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Questo per non dimenticare l'uomo cosa è capace di fare al suo simile.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (1)

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Rosy Marchettini4 febbraio 2011

Versi forti per cantareciò a cui un popolo è stato ondannato a sopportare, a vivere desiderando la orte come unica possibilità di fuga Straziano questi versi mirabilmente scritti, immagini palpabili... non scordiamoci anche di altri popoli barbariamente trucidati Applausi profondi e numerosi