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Riflessioni 4 febbraio 2011 · lettura 1 min · 1856 letture

L'arrotino

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
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Ne son passati d'anni... ...donne c'è l'arrotino percepisco ancora quel suono a distanza come un pazzo eco saltella all'interno m'arriva alla mente e mi riporta l'ieri mi giungeva nel letto il tepore del fuoco il sapore del pane caldo, era sfornato dal forno, all'angolo di via de' ginepri ne son passati d'anni... ...donne c'è l'arrotino era l'ora più dolce quell'ora ha formato un'infanzia appagata scendevo al mattino ampie scale di casa in penombra vedevo nell'angolo in fondo scoppiettare la stufa ed i panni scaldati quell'aperto sorriso precedeva l'abbraccio poi un bacio sulla vecchia tavola una tazza di latte emanava calore da finestra vedevo pedalare di fuori l'arrotino sua ruota girava lo stridio giungeva ed alzava scintille ero felice ... da molto non vedo più l'arrotino con le sue scintille non voglio solo un fioco ricordo ridatemelo ...
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Massimo Mangani
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Commenti (6)

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Clara Gismondi4 febbraio 2011

Anche io ho ricordi indelebili che mi ritornano alla mente come qualcosa di buono da conservare e semmai da riavere ancora presente. Ma ora in questo contesto avrebbe più senso? Forse sì, se tutto ruotasse intorno alle buone tradizioni e le dimensioni del vivere riprendessero il piccolo e bel gioco del focolare domestico. Io personalmente tengo a queste cose come mi piace ricoradare i suoni gli odori e i colori dell'infanzia. Mirabilmente romantica la tua poesia, mi ci sprofondo!

Annamaria Barone4 febbraio 2011

Ci sono persone ed immagini ed odori che ci riportano meravigliosamente a quel momento dorato che è la nostra infanzia. Un periodo che ammantiamo di bellezza ed anche di u pizzico di rimpianto. per me un ricordo simile al tuo è quello di un signore che arrivava nel nostro quartiere con un carretto ed un asinello, vendeva pannoccie di mai lessate e more avvolte in foglie di gelso. le comperavamo per poche lire o in cambio di erba fresca per il suo asinello... momenti gioiosi di moelli che d'estate restavano in cortile a giocare e sbucciarsi le ginocchia, ne sento ancora la sensazione, era gioia sfrenata e libertà! Incantata dalla tua bella poesia, grazie

Aldo Bilato4 febbraio 2011

si respira aria pura ed odor di buono, in questa tua lirica... molto apprezzata Massimo... cià*

vecchie figure del passato a cui siamo affezionati e che vorremo ritrovare insieme ...a tutto ciò che non c'è più.

Pino Tota4 febbraio 2011

e mi hai rispedito indietro nel tempo di decenni... una bellissima atmosfera e ti ringrazio...

parlare con la dolcezza del cuore e scriverlo è amore... ricordo emblematico che in ognuno porta in soggezzione del perduto splendore... sei meraviglioso mio fantastico ...poeta... abbraccio