È la rabbia
Giorgia Spurio
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Estendi, profani, rubi
occhi che dalla pece
cadono e volano.
-Dammi uno schiaffo per tenermi lontano-
Ho cercato dalla mia pupilla
una ciocca di capelli
a tagliare tra le vene
come un dono nella tua mano.
-Dammi un bacio, solo un bacio
per pietà dell'uomo che sono
per la pietà che imprigiona
il silenzio dall'orfano
delle bombe, esplosivi senza impatto-
È la rabbia per non poterti dire che ti amo
È la rabbia per non poterti abbracciare
come la notte quando si traveste in alba
Sarò silenziosa
come l'eco che incendia
gli infiniti campi e si concentrano
in abissi d'intestini,
sarò quel silenzio che hai incatenato
Sarò quell'urlo che mi fa piangere.
Sarò quell'angelo... che hai decapitato,
una insolita ombra deforme,
storpia, percossa, malata.
-No, non scappare-
Poter di un tuono catturare
il fulmine che ferma questo battito insistente,
questo pulsare convulso e confuso
nel seno, nel petto, tra le costole
sotto i capezzoli... sotto l'anima...
-Strappamelo-
Estirpami, scava dove il cuore
è un Nilo viola di sangue,
dove le piramidi si sgretolano
come lacrime di sabbia,
dove il diaframma singhiozza la sua rivolta,
dove il bambino si rifiuta di parlare.
Dove è come una pagina bianca
che non ha piuma di colomba
e si ammazzano le consonanti nella gola.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Pi Greco4 febbraio 2011
"Ho cercato dalla mia pupilla una ciocca di capelli a tagliare tra le vene come un dono nella tua mano." Questa sola strofa vale quanto una bella poesia. Complimenti!
Giorgio Dello4 febbraio 2011
una poe incalzante, lirica che dona ritmo nell'urlo di questa rabbia che sale... magnificamente in questi versi!
Doraforino11 febbraio 2011
Versi incalzanti, come questa rabbia che cresce a dismisura fino ad un urlo e poi piangere... Intensa!



