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Com'è bianco e cavo il mio amore
condanna dell'amore stesso
si espande contorcendosi in me
Quale la pena della sua esistenza
quale il ringraziamento smodato
che ciondola inesatto sulla lingua
E lontano, qual è il dio distratto
che semina il mio disprezzo
in prati di riverbero stanco
Quale poi la domanda ovvia
nel vedere il tuo volto scrostarsi
negli occhi assenti degli altri...
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Commenti (1)
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luigi885 febbraio 2011
Versi assolutamente estranei alla banalità ed estremamente evocativi, grazie ad immagini che si possono apprezzare in modo diretto; c'è una cadenza decisa ma pacata, quasi a voler fare rumore rimanendo in silenzio... e per far questo ci vuole qualcun che ci sa fare... che piacere rivederti Fram, benvenuta di nuovo... ciaooooooooooo!
