Prosa infame
Arturo Vaccarielli
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Fu lì che uccisi il mio animo
fu lì che feci il primo sbaglio
sembravo inumano immenso come bagliore stellare
L'acqua era già mia ogni luce era mia
in tutto il tragitto io non vidi libellule cantare
terrificanti e abominevoli egoismi mi amarono
Non ricordo perché quando l'orrore mi
catturava ne godevo e non m'importava se morivo
e non so se facevo male ad ubriacarmi
Ho sempre ammirato i reduci scavati
ammiragli generali mai lavati
comprendo il vostro stupore
ma voi non lasciatevi stupire
è solo un po' di tepore
mescolato al morire
Curvo sul mio Spirito il vento mi accarezza il collo
io non sono degno d'indossare questa Cetra
io non sono degno di visitare questa Vita
Tais- toi mais tais- toi!
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L'autore
Arturo Vaccarielli
Commenti (1)
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mario calzolaro6 febbraio 2011
...un poeta a tutto tondo questo... bravo, incisivo ed effeica; anche molto originale. Complimenti!

