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Introspezione 6 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3636 letture

Prosa infame

Arturo Vaccarielli 134 poesie pubblicate
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Fu lì che uccisi il mio animo fu lì che feci il primo sbaglio sembravo inumano immenso come bagliore stellare L'acqua era già mia ogni luce era mia in tutto il tragitto io non vidi libellule cantare terrificanti e abominevoli egoismi mi amarono Non ricordo perché quando l'orrore mi catturava ne godevo e non m'importava se morivo e non so se facevo male ad ubriacarmi Ho sempre ammirato i reduci scavati ammiragli generali mai lavati comprendo il vostro stupore ma voi non lasciatevi stupire è solo un po' di tepore mescolato al morire Curvo sul mio Spirito il vento mi accarezza il collo io non sono degno d'indossare questa Cetra io non sono degno di visitare questa Vita Tais- toi mais tais- toi!
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Arturo Vaccarielli
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Commenti (1)

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mario calzolaro6 febbraio 2011

...un poeta a tutto tondo questo... bravo, incisivo ed effeica; anche molto originale. Complimenti!