Un rombo
Stefano Acierno
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Ho uno spazio di cielo
e
uno spazio di silenzio,
di sera.
Immancabile,
un rombo.
Se la calura
evapora i fantasmi,
o se,
distoglie la mente
un contorno vivido,
di freddo,
eppure rarefatto.
Di sera
su me
la vita non preme.
E a volte,
nella cupola,
scorgo le lucine.
Ora quel rombo,
un segno che dilata,
richiama te.
C’è qui un picco
che infilza il mio cielo,
con un santuario,
ch’è come un faro:
coordinate per trovare me.
Non viaggio più.
Ricordo
E immagino.
E ho di te una foto.
Occhi appassionati.
Spartisco il silenzio con un cane.
Viaggiavo, si!
Paesi in lotta.
Gente che si asserviva.
Ma
chi studiava,
e chi credeva.
Povertà.
Opulenza.
Culture.
Vite.
Sopraffazioni.
Sofferenze.
Poesie.
Unicità.
Mondi invisibili.
Regole
Mode
Emozioni.
Che ora sanno emergere
da un computer!
Materializzando un’ombra
che incida nell’anima.
Come nei libri.
Un ritratto,
un grido di vita.
Hai fatto così.
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Stefano Acierno
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