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Introspezione 7 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3558 letture

Sull'ultima riga di un foglio bianco

Beatrice Niccolai 85 poesie pubblicate
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Ho sempre creduto alla bellezza delle ombre dei salici, alla quiete dei ruscelli, al male di vivere che esplode come un temporale nel cuore del silenzio. Ho sempre creduto che la vita precedesse la morte fino a farmi sostegno dei miei cedimenti. Ho dovuto ricredermi sulla vita e solleticarmi dentro gli specchi per non annegare nel riflesso di un oceano senza fondo. Come coralli si sono colorati di rosso tanti ricordi. Anche gli occhi per il fumo del silenzio. Le labbra, un maglione, e le bacche di pungitopo di ogni inverno senza ritorno. Si è colorato persino il cielo e le mani con cui mi hai consigliato di sedermi sull'ultima riga di un foglio nato bianco. Ecco, sul fondo del fondo, dietro i giorni che ho perso piangendo e dentro un cerchio che mi ha partorito prematuramente tutto ha avuto inizio. Tutto ha ancora inizio e anche domani ci sarà un altro inizio. Quanta fatica stare sull'ultima riga di un foglio bianco che non ha neanche una virgola come appiglio.
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poesia tratta dal mio terzo libro "Fuorivena", trovabile anche su youtube interpretata da Vinicio Capossela

L'autore
Beatrice Niccolai

Firenze, 1967 divento figlia, nel 1991, mamma. Autrice di 'sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla', 2006, Ennepilibri, Imperia. 2008, esce sempre per Ennepilibri, la raccolta 'gramigna' - presentazione 21 marzo 2008 a Roma in una casa accoglienza per ragazze vittime di violenze. Affermava

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Commenti (3)

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Gianpiero De Tomi7 aprile 2011

Sono riflessioni, che inducono a fermarsi, prendere un respiro e riconsiderare tante priorità, a camminare senza fretta lungo un sentiero che offre solo immagini di vita ...a noi valorizzarne il contenuto.

Liber mente7 novembre 2012

Nell'attimo fugace di malinconia traspare l'essenza di una bellissima poesia. Giuseppe. Rapire al vento l'emozione per raccogliere il bagliore di ciò che natura seppe donare aperti gli occhi fa il mondo incantare la brezza soave della poesia scritta da psiche con l'armonia.

Antonio D’Auria20 luglio 2016

Nella chiusa splendida, nell'apparente nulla di quel foglio bianco, nell'ultima riga e sul fondo del fondo vi è la certezza del ripartire, con gran fatica, certo. Immagini vivide, stagioni mai ultime e decisive: bellezze e durezze del vivere. Seduta sull'ultima riga, ci fai entrare nel cerchio della tua vita con gli occhi della tua poesia.