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Impressioni 8 febbraio 2011 · lettura 1 min · 979 letture

Canto solitario di un viaggiatore sul confine d'orizzonte

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Cristiano Siragusa 30 poesie pubblicate
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Questo è il canto di chi si è smarrito tra i flutti, di chi si è immerso nel ventre del mare e ha perso se stesso, per lì ritrovarsi. Questa è l'ode di chi gioisce per aver appreso come si mostra la vita sul profondo orizzonte: magico ondeggiare al confine tra cielo e terra. Questo è l'urlo di chi ha provato ad abbracciare il mondo intero con uno sguardo: viaggiando per spiagge e scogliere, fra genti sconosciute e remote. Vivendo di acqua salmastra, di caldi raggi accecanti e di infinite distese cristalline, ho visto l'intima essenza dell'uomo e del mondo. E una volta che si viene abbagliati da questa pura bellezza, non si può più rivolgere altrove lo sguardo...
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Cristiano Siragusa
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Commenti (1)

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Azar Rudif9 febbraio 2011

Un canto, un ode e un urlo per vivere di luce se prendi il primo verso di ogni strofa. Forse non voluto, ma la poesia quando è sentita nasconde sensazioni che l'architettura delle parole non può ricostruire se non ricorrendo all'alchimia dele tracce lasciate nei versi