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Sociale 10 febbraio 2011 · lettura 1 min · 2671 letture

In memoria

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Di sangue, si cibò la terra di figure lontano nel tempo, sangue libero puro nella falsità dell'uomo. Di sangue, scrissero la storia coperti d'aria e silenzio feretri eterei, anime che imperiture, feriscono. Di sangue, parole volano tra inverni viola, futuro spoglio di colore e dimenticati volti.
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é sempre triste il pensiero quando ritorna a quei tristi momenti.

L'autore
Calogero Pettineo
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Commenti (10)

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L
Luigi Pizzuti10 febbraio 2011

nella sua evoluzione l'uomo con il sapere acquisito ha messo al sicuro dai predatori naturali la sua vita ... ma la stupidità e l'arroganza ha partorito il predatore perfetto ... se stesso. ottima poesia

Kiaraluna10 febbraio 2011

E' il lato folle della stupidità umana che si cibò e si ciba ancora di sangue... l'ho sempre saputo che i vampiri esistono. Grazie per questo tuo amarissimo omaggio Elio, lo conservo nel cuore.

mario calzolaro10 febbraio 2011

...grande poeta il Pettineo... ma, soprattutto... vero, spontaneo, genuino sempre! Eccellente!

Moreno il Duca10 febbraio 2011

sempre grandi versi per questo autore che entra in profondità nell'animo e nel pensiero umano non sempre colmo d'amore ma il più delle volte rivolto alla feroce violenza

Franca Donà astrofelia10 febbraio 2011

sangue sempre nella storia dell'uomo, sangue che colora questi versi ma in modo emozionante e significativo.

Rosy Marchettini10 febbraio 2011

L'uomo è un assassino ed un vampiro, un folle che pensa di poter disporre di ciò che gli aggrada per sua boria e per mania di successo personale non guarda in faccia nessuno e falcia vite che gli son contrarie... ricordiamo tutti, ma proprio tutti i morti INNOCENTI dall'inizio della storia umana ad oggi... Profonda e bellissima poesia che porto via per non dimenticare di quanto sangue sono intrise le zolle della Madre Terra Profonda riverenza a te Uomo e Poeta

Pino Tota10 febbraio 2011

versi che fanno rabbrividire: ogni volta mi faccio la stessa domanda... Perchè? Dov'è quel Dio che si fece uomo per salvarci... da allora la storia dell'uomo è sempre via via peggiorata...

Rita Stanzione10 febbraio 2011

Grande forza espressiva in un tema di così profondo impatto, sei , Calogero.

Gabry Salvatore10 febbraio 2011

Una straordinaria poesia che sottolinea l'aspetto crudele dell'uomo, dove il sangue resta indelebile traccia nella storia dell'uomo. Bellissima!

Saverio Chiti10 febbraio 2011

quanto può esser crudele l'uomo con i suoi simili... per religione, per idea politica, per razzismo... fin a quanto può arrivare la sua "debolezza" perché solo il "debole" prevarica il giusto! Bei versi... forse in ricordo delle Foibe! sicuramente, contro ogni crudeltà e abominio della razza umana!