L'aratro

Piano, rivolta il vomere, le zolle,
parlano di fatica e di sudore;
rinnova terra, bruna e solitaria,
ch'attende mano per sentirsi viva.
Pianti e sospiri, lacrime d'amore,
la nuda terra, accoglie, silenziosa;
segue, paziente,
il corso di stagioni,
non geme, neanche teme,
suo destino;
sa, che dal lungo inverno,
attende premio:
dopo la primavera doni estivi,
dal colorato autunno, frutti vivi.
Solca l'aratro, i campi, con sudore,
trasforma terra, come amore,
vita.
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Commenti (3)
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Michele Tropiano10 febbraio 2011
molto bella questa metafora dell'aratro che trasforma la vita... e molto suggestivi i versi, ben congeniati mi ricorda un po' pascoli, che nel cantare cose umili dice grandi verità... così come è la tua poesia!
mario calzolaro10 febbraio 2011
...una poesia di grande livello... un inno alla Terra ed alla Natura... denso di calde suggestioni.
Kiaraluna10 febbraio 2011
Intensità di pensiero, contenuto di spessore e riflessione fanno di questa poesia il veicolo per ritornare più vicini alla natura e al sudore che ne feconda la vita. Sinceramente molto apprezzata.


