Il cardo selvatico

Io non so cantare amore,
e se allo scopo mi cimentassi
finirei con disonore
ad imbrattar la sintassi.
Non essendo un buon chirurgo
i petti lascio chiusi con cuori sanguinanti,
se al contrario ne prendessi cargo
sarei percosso da infelici amanti.
Sono solo un bipede pedestre
impiantato al suolo terrestre,
e i voli non voglio farli,
né reali, né spirituali.
Con la mia scarsa verve
portar tepore io potrei,
ma essendo grezzo e greve
state accorti ché vi abbrustolirei.
Non son poeta, neanche bardo,
né rapsodo, né cantore,
son come un montano cardo,
ho spine irsute ma un cuor tenero
da mangiare.
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Commenti (2)
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DonnaFPgreeneyed9 maggio 2011
L' Autore in questa simpatica lirica 'biografica' s'associa a questo bellissima ma spinosa pianta medicinale avvertendo che sarà un 'bello impossibile', difficile a prendersi esteriormente ma nell'interno-(intimo) tutto da scoprire.
Angela Fragiacomo6 agosto 2011
ohooo... ed il cuore tenero, infine, s'è scoperto... ed ha perso la sua armatura... mostrandosi in tutta la sua morbida conoscenza... versi d'ironia... con un pizzico d'amarezza... per ciò che si credeva di non poter essere... apprezzati

