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Sociale 13 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3055 letture

Reduci

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Fecero certamente il Sessantotto, con assemblee che di democrazia falsa apparenza avevano, un risvolto per meglio imporre la supremazia; supremazia di menti staliniane, che vedevano solo il bianco e il nero, senza considerar ciò che rimane dopo aver confrontato ogni pensiero. Sconfitto il sogno, vinta l’utopia, ma non domata mai l’inclinazione, percorrono la stessa antica via, anche avendo modesta occupazione. Insospettati trovano alleati in chi magari sulla sponda opposta allora militava. I risultati? Disprezzano degli altri ogni proposta.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti13 febbraio 2011

Sottile e coinvolgente come sempre il nostro Terracciano, che assai spesso, con la sua costante manifesta serenità e pacatezza del verso, mi appare addirittura come un forte fustigatore di costumi. L'esegesi storica in lui è sempre presente, sia si riferisca a fatti del passato, sia ad episodi assai vicini a noi contemporanei vicini. Ed ogni volta la sua valutazione storico - filosofica appare precisa, icastica, pronta, condotta con quell'occhio attento dove a tratti si nota (solo a tratti?) una sottile ed invadente apprezzabile ironia.

Rosy Marchettini13 febbraio 2011

Condivido in pieno questa tua analisi storica che parte dalla rivoluzione del sessantotto che ho vissuto da dodicenne e che, quindi di mio non ci ho messo nulla! I reduci non sono, comunque, soddisfatti... Bella poesia che mi piacerebbe avesse un seguito di discussione

Danielinagranata13 febbraio 2011

Si pone in un quadro di profonde riflessioni e pensieri apprezzata