Alba di trecce

Mi chiamo Elide, di professione scrivo e racconto fiabe, leggo storie e qualche volta lo insegno ad altri. Vivo a Bergamo e vivo di fiabe.. in tutti i sensi! Da poco scrivo fiabe personalizzate partendo dal nome. www.vivodifiabe.com www.elidefumagalli.com
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Un figlio non è freccia scagliata contro il cielo... un figlio è arco stesso che decide di mirare verso le nubi, oppure la terra... oppure il cuore Anche quando la corda di quell'arco è imbevuta e intrecciata d'amore... La sento dentro... e contro il cuore, e mi viene da stringerti contro di esso.
La lucida consapevolezza unita all'amarezza verso un accadere, che seppur scontato difficilmente viene vissuto con il dovuto protettivo stacco. La Fumagalli in questa sua lirica narra di un sentire da me condiviso e più volte affrontato. In questa poe l'attore siede fronte al torrente della vita osservandone e evidenziandone alcuni cruciali passaggi. L'analisi amara della forte sperequazione affettiva che compete al binomio genitore figlio. L'attore genitore amorevole, si trova a essere debole e fragile a causa dell'indeclinabile atavico amare. Elide è cuore e anima, dolce e amaro sentire d'universale condivisibile vivere.
una poesia pregna di significato che entra nell'anima come l'amore per un figlio una poesia che mi ha colpito per la sua delicata malinconia che si porta dentro e per le riflessioni che diffonde complimenti Elide
...lirica altamente drammatica... pathos che si respira, a pieni polmoni. Una sofferenza comunicata e magistralmente condivisa.
La ricerca di sè stessi non è mai cosa facile, quell'andare verso chissà dove non è mai determinato dalla ragione. Alle volte le scelte non sono quelle giuste, ma sicuramente sono scelte che al momento sono sentite, sembrano essere vere. E chissà... se il passo è sbagliato allora "forse domani" come scrive l'autrice, si riuscirà a trovere un'alba che indichi la vera strada da percorrere, laddovè si ritroverà la luce mai vista, la luce cercata. E sarà allora, solamente allora che il viso si dipingerà di nuove immagini per riprendere in mano il filo e camminare nel verso indicato dalla verità, quel filo che vedrà dipinto sul volto quel che si vuole, quel che è giusto che sia. Versi profondamete sentiti e magnifici!
E guardare, da lontano, quella figlia che non vede, che non sente, non ascolta questa voce che canta amore. E guardare quella freccia che non è diretta verso il cielo per esplodere in fuoco e luce che irrompe da nuvole grevi e pregne di pioggia nera. E guardare e cercare uno sguardo che non si ferma su quegli occhi, ché ne leggerebbe la profonda supplica a vedere, a leggere a fondo di un'anima ferita, a scorgere la luce di speranza di un abbraccio che forse un giorno sarà. E' dolore all'ennesima potenza. E' urlo muto che implode. E' lacrime di sangue che soffocano il respiro. E' il buco nero di una tristezza senza fine...
Sono rimasto letteralmente ipnotizzato dalla lirica multimediale di questa Poetessa. La voce che l'accompagna è la colonna sonora di una scelta di vita... Non mi stancherò d'ascoltarla!
bellissime metafore... sembra quasi un colloquio intimo con la carne della propria carne... per far capire che deve prendere la sua strada e sbagliare con la propria testa... per prendere il filo della propria vita... piaciutissima







