Cavalco il raggio celtico
Marco Veronesi
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Chiudo gli occhi e ritorno
sui campi di meraviglia
i colli e le pendici
del Great Glen, la sua brughiera
dove l'erba è come ciniglia
pettinata dal vento mattino e sera
un'aria atlantica cortese poi sgarbata
che gioca di notte con la volta che si abbassa
sui pensieri e le parole dell'anima più malata
A cavallo del grigio destriero
galoppo tra lucciole e falene
per valli ed alti picchi
seguo l'antico sentiero
istinto e voce delle stelle
mi condurranno a ripide scogliere
dentro me è stagione del diluvio
tra fantasmi di battaglie e campi d'erica
rotolerò con l'anima sul declivio
giungerò a falesie di Madre Terra
che son confessionali
ove raccogliere meditazioni ed offerte di pensiero
esortazioni e preghiere che permeano
in colui che guarda ed ascolta speranze occasionali
Padre Oceano.
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
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