Lo "zafaran"

Contento
vò a casa e mi stendo.
Sbadiglio
e con cura m'allento,
mi sfioro e mi tento...
Son fuoco...
Lo cerco e lo trovo...
Cresciuto!
Ma come ha potuto?
Lo stimo...
Ben poco lo ammiro,
che' è sempre a riposo
e questo m'è odioso.
ed or così teso!
Ma cosa gli ha preso?
Però!...È proprio il mio?
Ma certo, perdio!
Ah!... or capisco...
È 'l "zafarano!"
che mi diede l'ortolano,
di Senise il peperone,
la cagion del mio turgore!
©
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo14 febbraio 2011
Bella per come sono stati stilati i versi... per questa sagra del peperone di Senise... che data la vicinanza alla mia città...ho avuto l'occasione di poterla vivere... e ne ho mangiati... specialmente quelli arrostiti e quelli tritati nel salame tipico di Senise... ma non sapevo che avesse ...effetti di turgidità... Simpaticamente letta...
