Fai la nanna, mio pinchino!

Ti prego nerchia mia,
resta silente!
Stai calma e buona lì,
cessa i lamenti!
T’ho sempre curata,
lisciata, pasciuta...
con ottimo sangue,
quel mio, t’ho nutrita.
Di carne servita,
allorquando ho potuto,
persin stimolata ...
e video- viziata!
Ci vuol del denaro,
per fare il maiale,
ed io non son ricco...
Su via, lascia stare!
Il corpo è ormai stanco,
di sposa lo stesso;
pur cerco altro svago...
e non riesco!
Vitella, filetto ...
vorrei, carne fresca
davver prima scelta...
ma c’è sol ventresca;
e a volte digiuni,
ma non per mia colpa!
Con me tu nascesti,
entrambi ormai vecchi,
A osare non spingere
il vecchio bacucco!
Son io che mi espongo!...
la gente poi ride!
e, sol se clemente,
la giovin sorride!
©
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (2)
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filiberto17 febbraio 2011
Ilare, veramente forte. Tienilo sotto controllo e se proprio necessario strapazzalo, fagli sentire chi comanda a quell'essere che non si contenta.
Mario Bugli17 febbraio 2011
...al cuor non si comanda e non solo al cuore... molto simpatica questa poesia che rivela l'amarezza dell'età non più giovanile, quando sono, per dirla alla Leopardi "muti questi occhi all'altrui core" e la giovin, solo se clemente, sorride!
