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Uomini 18 febbraio 2011 · lettura 1 min · 2306 letture

Quanto duro era...

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Chino è il suo capo come curva è la sua schiena, sole è il suo calvario dietro il ciuco e le sue bisacce. Sale a quel cocuzzolo con le sue case calcinate nel crepuscolo
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...uomini di tanti anni fa... quando per un tozzo di pane, un pugno di ulive e mezzo bicchiere di nero si spegnevano lentamente senza conoscere altro che miseria...

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (5)

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hy ju18 febbraio 2011

Poche magnifiche pennellate ed appare un'intero affresco.

Lorenzo Crocetti18 febbraio 2011

Leggendo questi versi di Rasimaco, sintetici nella loro ampia e profonda espressività, mi è apparsa davanti agli occhi una fotografia, o anche dagherrotipia se volete, naturalmente in uno stinto bianco e nero, dove m'appare la visione di un uomo che cammina per un roccioso sentiero accanto al suo asino che faticosamente reca sulla groppa il suo basto. Sullo sfondo, leggermente sfocate, si ergono su un cocuzzolo povere case in pietra, verso le quali l'uomo e il suo asinello si arrancano. Così come una foto rende all'istante l'attimo di quel tempo, così questa poesia, in pochi tratti, rappresenta un'immagine che, nella fantasia del lettore, diventa viva e reale. E in più Rasi riesce ad abbellire il colore, e la rende... stampata in seppia.

Saverio Chiti18 febbraio 2011

spaccato di vita che non conosce confini tra paralleli e meridiani... in ogni campagna d'italia, questo era il viver quotidiano! molte volte ho sentito da mio padre e da mio nonno, storie come queste di vita vissuta in semplicità... e in povertà. purtroppo questa era la vita, senza aver nessuna posibilità di migliorarla! l'unica occasione era migrare verso lidi affuscati da nebbie, verso quell'incertezza che faceva davvero paura! nota malinconica questa dell'autore... in pochi versi ha "fotografato" il lento cammino della miseria! molto apprezzata.

M
Mimì19 febbraio 2011

La lirica prende spunto dal Verismo, descrive e fotografa la vita antica fatta di miseria e pane, pane e miseria... Mi hanno colpito due termini: "sole" e "sale", due termini messi ognuno in un solo verso, per descrivere l'amarezza antica: il "sole" è calvario, il verbo "sali" è immane fatica, in ogni crepuscolo che ricorda che si è "vissuto"a stenti ancora un altro giorno. Verismo e lirismo dunque, fatica e dolore, "sole" e "sale" e quest' ultimo si può intendere ancora "Sale Amaro" di Vita. Grazie Poeta per le emozioni che offri, ti sono grata per l'arricchimento e il ricordo di un passato che inteneriscono l'anima. Segnalibro per ricordare.

Berta Biagini19 febbraio 2011

Bastano poche parole per creare qualcosa di veramente grande.