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Impressioni 19 febbraio 2011 · lettura 1 min · 1562 letture

Mia creatura

Lucia Volpi 187 poesie pubblicate
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Scaldavi le ore serali con la tua voglia di chiacchierare quando la nebbia offuscava le nostre valli. Ti ascoltavo silente mentre in casa mi aggiravo tra pentole e piatti e sorridevo tra i baffi al guardare il tuo viso imbrattato di terra e nutella. Accartocciato dietro il divano mi stringevi con forza la mano e in essa cercavi il coraggio di germogliare. Ora parli da grande come un geometra mi mostri i tuoi progetti conosco il mio ruolo e sorrido con orgoglio. Avverto nell'anima un sibilo strano un treno e una stazione nel sonno mi appare sento già troppo silenzio figlio che te ne vai.
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Lucia Volpi
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Commenti (3)

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Silvia De Angelis19 febbraio 2011

E' sempre molto difficile per una mamma accettare l'indipendenza del figlio, che raggiunto un traguardo lavorativo va per la sua strada... privandola della sua assidua presenza...

Cinzia Gargiulo19 febbraio 2011

I figli crescono e giustamente devono vivere la loro vita, lo abbiamo fatto tutti. La mamma però rimane importante per i figli come i figli per la mamma. Certo una madre avverte una casa troppo silenziosa quando i figli vanno via e questo tipo di silenzio mette malinconia. Bella poesia.

Omar Arcobaleno20 febbraio 2011

"sentivo già troppo silenzio/figlio che te ne vai"bellissime immagini che descrivono i sentimenti più profondi dell'anima... poesia stupenda molto apprezzata complimenti a questa mamma sinceri saluti