Accordi da scaffale
In una strada bagnata,
fresca dei miei pensieri
avrei di meglio da scrutare
di insegne prostitute.
La luce su tutti, debole
mi conduce a casa senza parlare.
Le fronde gobbe e secche
accarezzano marciapiedi sfondati.
Passano gli anni eppure
lei non muta e resta muta:
la polvere reazionaria
avvilisce le rivoluzioni.
Esterni marci da condominio,
figli di tempi storditi
al suono dei vecchi lenti.
Sopravvive interna la Punkrazìa.
La prima canzone tace:
è attesa della seconda.
E in una buia stanza
vedo il mondo in uno specchio.
Il plexiglass trema solo di più.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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