Palpebre ornate di ciglia

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
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La mente en continua lucha, entre el dolor y la soledad que muchas veces se acentúa con las largas horas nocturnas, que parecen caminos espinosos y los ojos que no saben contener esas lagrimas que como ladronas escapan, acariciando los oídos, que solo perciben los sonidos mudos que nos llegan a través de la oscura noche. Lírica que suavemente insinúa ese dolor del alma que muchas veces queremos ocultar. Sentita ed apprezzata
è strano... ma la mente elabora il dolore ancor di più di notte... e trovarsi, ritrovarsi da soli a combatterlo, può devastare ogni anima... è nella solitudine interiore che alberga, è nell'anima a nudo che vive... è nel ricordo... nella memoria di chi si è tanto amato, che c'è l'antidoto a tutto! " nelle palpebre ornate di ciglia..." si può nascondere una lacrima, ma è nel cuore, che vive ancora il pensiero di chi è ancor amato! Potrei dire bella... malinconicamente bella! e certamente non sbaglierei... ma tutta questa poesia ha risvegliato in me... sofferenza, amata e vissuta sofferenza! perciò... dico anche, stupendamente e amichevolmente vissuta! con sentimento e umana comprensione!
il buio, la solitudine, la notte e le lacrime... visioni siderali di pianeti... nebulosa della malinconia. Apprezzata.
Nella struttura a terzine, molto apprezzato il richiamarsi delle iniziali e finali. Quella pioggia che tormenta l'occhio, ma che nello stesso tempo ci permette di ricordare (udire) altri mondi passati dove essi non erano "schiav ipianeti" isolati. Allora il silenzio della notte è rifugio, dove ci si racchiude per poter sognare e udire ancora la voce della presenza passata. Il dolore puro, ben messo nella terzina centrale, che ci ricorda che il soffrire è il cammino che ci riserva la vita (sentiero), ma è attraverso la sofferenza, vissuta in solitudine, che si riesce a sentirsi ancora in comunione: se la pioggia si impossessa del nostro vedere, è con la "pioggia" che possiamo ancora vivere la mancanza. Ottimo il centrato messaggio!
E quando si accendono le luci delle stelle e la luna illumina il cielo d'argento nel silenzio della notte... si vivrà la magia di attraversare mondi di ...immaginari notturni sogni... che toccano la propria anima... emozioni dolorose... in desolato silenzio... si leggono sotto quelle ...palpebre ornate di ciglia... il tormento di ricordi trascritti in quelle gocce di lacrime per rileggere pensieri... sensazioni passate... che hanno toccato la propria anima... il rifugio del dolore in quell'umido cammino di sofferta solitudine che porta a vivere ancora quelle immagini già vissute... Molto apprezzata...
Conosco bene quel tuo sentire, tutti facciamo i conti con i dolori e la solitudine ...solitudine "da soli" - solitudine in " compagnia" , non cambia il sentire .Bello il tuo sentire e la sua espressione in versi.
lacrime nascoste... conservate nel proprio cuore scivoleranno silenziose... tenera e coinvolgente... malinconia e dolcezza nel verseggiare elegante ed intenso dell'Autrice





