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Introspezione 19 febbraio 2011 · lettura 1 min · 4143 letture

Abiura di me

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Comandante di una ciurma fantasma conduco la mia fenice lungo un firmamento di cinabre stelle ed acque salmastre abitate da oscuri prodromi che lambiscono lo scafo e la stanca mente con mestizia il vascello della sopravvivenza solca lento un mare di perniciosi pensieri mentre la vorace teredine generata da insalubri ubbie strazia il senescente fasciame. Improvvisa s’infuria la procella lambendo i confini della ragione e inficiandone il discernimento abbarbicato al timone osservo l’oscillare del pennone e il lacerarsi delle laide vele. Il versiero s’azzangola nel mio glabro cranio e l’afrore del suo alito scatena l’ambascia mentre oppongo le ultime inani resistenze all’inevitabile subisso la logora chiglia improvvisamente s’inclina segnacolo dell’imminente capitolazione e inabissandomi con la mia fenice sforzo un ultimo sorriso prima di sbasire. Agucchiato alla mia chimera proclamo l’abiura di me fiducioso nel prossimo rinnovarsi dell’antesi.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Partendo dalla considerazione che errare è umano e perseverare nell’errore diabolico, ritengo giusta e sacra la possibilità di una nuova vita e assolutamente criminale la ripetizione dei medesimi sbagli . Il quadro raffigurato è di Sergio Michilini

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (5)

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Annamaria Barone19 febbraio 2011

Un vascello fantasma questa nostra anima strappata, lacerata, dolente. Lo sguardo perso su un passato che pesa come un macigno e piega l'albero maestro della nave. Atmosfere cupe, buie, decadenti, senza speranza (mi hai ricordato The rime of ancient mariner) ma alla fine di questo percorso si vede una luce, la rinascita, la speranza, il coraggio di lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare, ancora una volta con consapevolezza e con l'esperienza degli sbagli che sono anche insegnamento. Intensa, profonda, un grande spunto di riflessione per chiunque si avvicini alle tue parole. Perché credo che ognuno di noi almeno una volta nella vita si sia trovato nella condizione di soccombere o di voler rinascere. Pioggia di stelle per te

Lina Sirianni19 febbraio 2011

Temo che se non ci sarà memoria si continuerà a sbagliare anche rinascendo... versi ricchi di immagini che leggo con piacere

Stefania Stravato19 febbraio 2011

Un testo cupo, ricco nella sua dolorosa stesura, di metafore profonde e intense, attraverso le quali, la grande abilità dell'Autore nella scelta dei sillogismi, esprime con una notevole vis poetica, la buia potenza di un tormento interiore. Leggere è attraversare con il proprio sentire, questa tempesta dell'anima, è essere parte di tale naufragio, tanto è grande l'energia evocativa dei versi. Raro essere così profondamente coinvolti in una lettura. Ammiratissimi complimenti al Poeta. Da conservare.

mario calzolaro19 febbraio 2011

...un viaggio fantastico negli interiori mondi della fantasia... estrinsecazioni di una particolarissima interiorità.Apprezzata

Ercole De Angelis15 marzo 2012

Confesso: poesia letta con il vocabolario in mano, ringrazio l’autore per questo. Mi ricorda, senza compromessi, l’immensa ricchezza della nostra lingua che lentamente si impoverisce appiattendosi all’inseguimento di un linguaggio comune. Questa ricercatezza di termini non distrae ma arricchisce di fascino la rilettura, con immagini fortemente evocative. Sento molto mio questo doloroso colpo di reni che apre alla speranza.