Gli specchi rotti del cielo
Giorgia Spurio
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Sono fogli tra il vento,
capelli senza mantelli
e le finestre rotte
e i pc buttati, spaccati sotto piedi scalzi,
e i vetri che gli occhiali trattengono tra i frammenti.
Lo senti, anche tu?
L'urlo che dal cuore
abbassa il grilletto,
e il proiettile che non a salve
non salverà le anime degli angeli.
Lo senti, anche tu?
Lo stridio dei denti ferrati
anche gli angeli che digrignano come cani,
come affamati senza osso,
come ossa senza ali di carta.
Poeti che strimpellano
chitarre senza corde
e il grido che il cielo
rimbomba dopo i boati
che ci spaventano ogni notte
alla fine di questo tempo,
alla fine dei tornado
per cantare striscioni di lacca e inchiostro
sui passi delle marce.
E si riversa in un tuono
il colore di una goccia
che invade il cielo
di rosso come la lingua
che anche tagliata
scriverà il nome dei dannati.
E si infrange in un fulmine
il colore delle voci
che in dipinto sulle nuvole
di blu anche la speranza
delle rivolte e dei morti
riporteranno luce sui libri
e sui pentiti, sugli innocenti
e sui rettili che strisciano
indifferenti,
inosservati come mostri
sulla sabbia rovente.
...cade come piuma
L'ideale di un dito spezzato
dove le sfingi non più piangono,
dove la religione non parla di chador né di crocifissi,
dove il sogno è il biancore arrossato
di un petto disarmato,
e sventola l'eco,
Nike di una vittoria
che racconti ai monti fino ai mari
libertà che dai figli
sarà guscio per i venuti.
Gole delle madri,
e le figlie,
santi arrampicati verso un turchese che si spezza.
Tuttavia...
-sospesa in un soffio
che lacera reti e prigioni-
una foglia d'un fiore,
ognuna, al grembo e la mano
è un restauro al cielo
che non ha pace.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Michele Tropiano19 febbraio 2011
a volte è impossibile scrivere qualcosa riguardo le tue poesie... perché ci sono così tante immagini, così belle, che sarebbe un peccato commentarle, si perderebbe tutta la loro preganza! e in questa, in particolare. senza parole, giorgia, davvero. solo una cosa, vorrei che si notasse (anche se ce ne sarebbero decine da notare in questa poesia): "e il proiettile che non a salve \ non salverà" un espediente poetico che ha un suo effetto tutto particolare...
elena rapisa2 novembre 2011
Impossibile commentare questa lirica che alto alza il grido di tutti gli uomini stanchi delle vessazioni di pochi. Si può solo prenderne atto e aggiungere che il tuo poetare è di una bellezza quasi dolorosa


