Tra le tue piume, nere e incolore
Giorgia Spurio
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E mi accompagnerai
su questi sentieri
tra muri e buio
che non sorridono
se non su maschere
dettate dalla cera di candele
usate per fingere l'incendio
del mio sospiro.
E mi prenderai la mano
per illudermi di un volo,
lanciando pelle e respiri,
un corpo morto, il mio,
incastrato da solitudini
miagolate, ruffiane, e gelosamente,
tremendamente mie.
E mi bacerai
come l'amante mai avuto,
e mi sfiorerai
come un padre attento
ai primi passi
della sua bambina
che ancora non ha imparato
a conoscere la propria voce.
E mi cullerai,
cieca tra i miei corridoi
tra i rumori nascosti del vento
che bussa come le foglie
rosse sulla tempera nera di una tela,
come la pena
che si lascia andare come una donna
al proprio figlio.
E sarai cielo che spia
le anime in silenzio,
come l'amore mai
che ha paralizzato il sangue alle vene,
come la neve
quando chiudo gli occhi
per imprigionarla - tutta -
sulle mie ciglia.
E mi tirerai i capelli
-senza farmi male-
E mi scriverai le tue dita
sulle mie labbra
-senza farmi piangere-
E mi dirai del tuo amore
-senza farmi tremare,
paura d'indaco dipinta –
E... nel rincorrere
un dormiveglia già fecondo nel dispiacere,
tenderò i punti estremi che mi tengono
le scapole fragili alle pesanti costole,
e saranno posati occhi
sui palmi bianchi
alzati come braccia di bambini
che si fingono maestri d'orchestra,
dove potrò -rannicchiarmi-
udire i tuoi sforzi di parlarmi
e disegnare i tuoi lineamenti...
Tendermi con il rischio di cadere
-o forse spezzarmi-
Purché tu sia... mio,
nella morte recitata
dopo la resurrezione,
nel teatro allestito dalla notte,
purché tu sia... narcosi -dolce-
morir nel coma di nessun pianto,
perché sei -il mio- silenzio.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Clara Gismondi20 febbraio 2011
Silenzio che uccide, carico di ricordi che fa di te un bagaglio di dolori che rimangono lì nel silenzio, ogni giorno a ripresentarsi... Finché ci sarà un silenzio a liberarti da tutto questo. Grande forza nelle parole e nell'animo, nonostante tutte le fragilità che inevitabilmente vivendo ci portiamo dietro. Splendida!
Omar Arcobaleno20 febbraio 2011
emozioni più profonde dell'animo... poesia di grande bellezza, molto piaciuta... in particolare il verso:"a conoscere la propria voce"che lo trovo straordinario... poesia davvero stupenda... complimenti
Z
Zenit y Nadir20 febbraio 2011
Trovo che sia un flusso di pensiero poetico, con immagini forti, spinte da soffi delicati, nei quali le assenze sono specchi di silenzio. Il tutto molto bello e nel tuo stile.


