Il cimitero delle vergini assassine
Arturo Vaccarielli
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1
Dormono sepolte nella coscienza d'ogni sognatore
i cui viaggi sono intrepidi all'albore!
All'alba l'anima desolata spargerà il suo sangue
per rendere dono alle regine perdute nei meandri della notte.
Io conosco il segreto
ed ho visto un sole tremare nel vento
ad ogni colpo un lamento
ad ogni colpo un delitto
Non so se sognavo
lucido lo ero
martire pure per una visione che toglierebbe la ragione a chiunque.
Non rimpiango l'enorme terrore
ne tantomeno le nebbie che oscurarono i miei stanchi occhi
Sono morte è le piango all'imbrunire!
2
Vergini dorate
cuori mai domati
figlie della regina delle tenebre
Mi farò forza col ricordo
il ricordo dell'amore che ci univa
L'unico
il solo che potesse possedervi
l'unico a cui avete concesso il fiore puro del peccato
Questo nostro peccato che non sappiamo domare
questo peccato che ci porta alla pazzia dei sensi
Siete morte
ma vive nei giorni che accompagneranno la mia esistenza
Voluttà
purezza di corpi pallidi, bianchi, morbidi
Aspettate ancora un po' prima di dormire
Voglio raccontarvi i profumi e gli orrori che attraversavano i loro sorrisi
Voglio raccontarvi l'amore e l'omicidio!
3
Tremanti come bambini alla prima comunione
spaesate come mosche moribonde nella tela del ragno
Il loro profumo era talmente candito che si poteva toccare
neve e fuoco
sogno e incubo
Mi aspettavano ogni sera
stanche e felici
per poter riposare sui miei dolori
sui miei demoni
Io non conoscevo allora la malinconia d'una barca lasciata alla deriva
né il lamento d'un gabbiano ferito
Non osavo domandare
osavo amare
corpi che si univano in un caldo tepore
sospiri e godimento!
4
Guardate la morte mie care fanciulle
la morte che scruta
la morte che colpisce e come il vento sparisce
La morte lenta
la morte mai doma
lamenti di corvi e danze crudeli
la morte che balla
la morte che piange
Figlie dormienti su porpora stellare
la morte che aspetta
la morte che fugge
la morte vi guarda e voi impazzite
Brindiamo alla morte è scopiamola!
5
Al cielo turchino voglio parlare
parlare di alcove incendiate dai sapori della carne
parlare di voi
Mie splendide compagne di viaggio
Era doveroso un omaggio
era doveroso portarvi dove il paradiso canta la perdita delle proprie figlie!
Io vi conoscevo
ed ammiravo in silenzio i vostri sorrisi
e scrutavo nel buio i vostri inganni
Ma tutto è scomparso ora
ora che il lupo urla tra le foglie
ora che il disprezzo mi travolge
Vi amo
ed è follia
ed è perdizione!
©
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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