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Sociale 22 febbraio 2011 · lettura 1 min · 4273 letture

I Giorni del Silenzio

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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E rimanemmo Soli. Erano strani giorni. La Morfina del Silenzio drogava il Dissenso. Gracidar di rane negli acquitrini e chiacchiericcio di Polli nelle stie d'Allevamento teneva il campo. Nessun "Balilla" che lanciasse il Sasso, solo angoli sperduti di muta e rassegnata Indignazione! Giorni di Vergogna nel Limbo della neutra Indolenza e fioche Voci di residuo Orgoglio. Condannerà la Storia questa Acquiescenza nostra questo indolente Patire e l'Ignominia d'un tragico Saltimbanco al potere, Signore della Mercificazione di corpi e Coscienze, Servo del Dio Denaro.
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...ogni riferimento all'attuale nostra "situazione" è del tutto casuale! O no! (Nell'illustrazione di G. DORE': "GLI IGNAVI")

L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (21)

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Franca Donà astrofelia22 febbraio 2011

questo dio denaro a cui si vende l'anima... e non solo! uomini di potere che faranno (a rotoli) la storia. Versi molto decisi ed indignati colmi di verità e digusto collettivo.

Rita Stanzione22 febbraio 2011

Versi di una grande forza, a voler raccogliere e unire tante voci che si perdono nel silenzio. Apprezzatissimi anche l'immagine abbinata e il brano. Complimenti

Silvia De Angelis22 febbraio 2011

Versi incisivi che rimarcano con decisioni situazioni stantie, immerse nel silenzio di tutti, che segnano periodi storici di cui si dovrebbero cancellare le tracce...

C

non mi capacito come molti italiani l'abbiano votato, e mi lascia l'amaro in bocca vedere l'indifferenza dei più, che sono poche le voci che si alzano in una concreta opposizione, amareggiata e disgustata, anche per ieri, che si è permesso d'esser solidale, con quel beduino folle libico... bellissima e condivisa

Anna Maria Obadon22 febbraio 2011

Si parla a proposito e a sproposito anche se sappiamo che i cosidetti dibattiti civili non hanno mai cambiato una virgola della storia... e accettiamo tutto. Divisi, mai come in questo momento, cerchiamo di coltivare il nostro piccolo orticello anche se fuori c'è il diluvio. Non sembra esserci più alcuno che abbia la forza di vivere o morire per una causa. E' triste ma è così.

Alboraletti Enrica22 febbraio 2011

,,già assoluta indifferenza, il potere sporcato annulla il rispetto, fluttuando in acque maleodoranti tutto va alla deriva, e l'essenziale per chi annaspa x vivere è il surplus lo spreco il nulla xchi tranquillamente procede gli scempi,

Pino Tota22 febbraio 2011

Anche con tutta la sua buona volontà, la saga del Cavaliere prima o poi dovrà finire. Fine restando l'o che rimanga in vita almeno fino a che possa essere giudicato da un giudice... ma intanto Lui sta già lavorando per la sua beatificazione, prima occupando la sedia del Colle, poi quella del Vaticano e infine ambirà a sostituire Dio...

Kiaraluna22 febbraio 2011

Assolutamente daccordo con Pino... tutto ha una fine, TUTTI hanno la loro fine... ma la domanda è...cosa resterà dopo il passaggio degli Unni? Stiamo abituandoci a brucare... avremo ancora erba da ruminare quel giorno? Bah... la parola ai posteri. Assolutamente condivisa oltre che apprezzata.

Gesuino Curreli22 febbraio 2011

...e ti indigni da nobile poeta, perché non può tacere chi abbia sussulti d'amore e di poesia. La tua perplessità è anche la mia, il tuo dolore è anche il mio disagio, in questo paese mascherato che ha perso lume e chiara conoscenza. Sarà, lo spero vivamente, risorgimento ancora, contro lo strapotere che ci ignora come persone d'intelletto e scelta, e vorrebbe ridurci, anche alla svelta, a coristi uniti in un osanna al prepotente. E' speranza il tuo canto che non mente, del tuo dolore e della tua rivolta, è fiamma che resiste e non assente ai venti di una ignobile deriva. Infine vincerà, lo spero ancora, il sussulto più amabile del cuore, tradotto nelle tue cure d'autore in versi asciutti e chiari, quanto lo sia un bel giorno dall'aurora

c
cristina biga22 febbraio 2011

Frecce mirate al punto in versi magistrali, il dio denaro ormai regna sovrano, giusta ribellione alla quale grazie all'autore per questa poesia...

Enio Orsuni22 febbraio 2011

giovanni battista perasso: il balilla che lanciò il sasso è ben inserito nel contesto per ricordarci -al dilà di come fu romanzato- che la ribbelione a parole è fine a se stessa. ribbelarsi alla situazione attuale non si risolve cambiando partito scegliendo il minore dei mali ma un male, maggiore o minore che sia è sempre un male, quindi è meglio non sceglierne nessuno. forse è l'unico modo di venirne fuori. io sarò sempre con chi si ribbella al soppruso. dovremmo riflettere a lungo sulla tua di oggi che condivido non solo per il balilla

Mr Magoo22 febbraio 2011

grande cultura allusioni ricercate e profonde grande spessore un inchino

Matteo Cotugno22 febbraio 2011

Spero che il Balilla giunga presto a svegliarci da quel torpore mirabilmente descritto insieme all'indignazione anestetizzata... quello che mi consola è la chiara constatazione (Libia in ultimo docet) che tutti i regimi prima o poi cadono... tutti! e il nostro purtroppo è un vero e proprio regime ... gli italiani hanno nel genoma molto di quello delle pecore... belano appena uno sale su un predellino! ma quando si svegliano poi diventano lupi! bella poesia e scusate lo sfogo.

Andrea D’Alfonso22 febbraio 2011

Non dobbiamo abbassare la guardia... dobbiamo svegliarci da questo torpore che ci contraddistingue... Il vento sta spirando forte alle nostre porte e tutto potrebbe cambiare o forse niente, ma i poeti hanno quest'obbligo morale e storico di accenddere le coscienze e chiamare alla riflessione, alla rivoluzione del pensiero, come il nostro Maestro Mario sa fare... Molto bella!

Rosy Marchettini22 febbraio 2011

Il disagio politico odierno qui cantato con indignazione e ribellione... ma quale dei politici si potrebbe salvare? NESSUNO, tutti na proprio tutti a casa

Antonio Biancolillo22 febbraio 2011

Un disagio che condivido pienamente... una riflessione che... oggi più che mai...è reale... mentre i giorni del silenzio ci passano davanti con assurda indifferenza... Apprezzata per stile... colpito da due versi su gli altri... la morfina del silenzio drogava il dissenso... Piaciuta tantissimo...

D
Dany Blasi22 febbraio 2011

Condi vido pienamente! Ma il male secondo me stà proprio nelll'essere umano che sta perdendo tutti i valori che riguardano la dignità di essere "uomo",l'amore per la verità e la giustizia e persino l'amore universale e in questo anche gli animali possono dargli lezione! L'indifferenza a tutto e a tutti è diventata la protagonista principale del cuore dell'uomo! Quindi come vedi caro amico mio, siamo ben rappresentati da chi è stato a suo tempo eletto dal popolo "Sovrano"!

Danielinagranata22 febbraio 2011

Un sentire forte una grande riflessione e una grande verità molto apprezzata

Daniela Pacelli22 febbraio 2011

Un disagio condiviso da un po' tutti. Versi che fanno riflettere. Piaciuta molto, complimenti!

Cinzia Gargiulo22 febbraio 2011

Chissà perché ma tutti quelli che salgono al governo si mostrano inevitabilmente servi del Dio Denaro... Poesia che denuncia un'amara realtà, molto apprezzata!

A
Alessandro Erato4 marzo 2011

Una poesia che rievoca i giorni nostri e la nostra politica, spina dolente di questa magnifica nazione. Credo sia davvero difficile trattare argomenti contemporanei in poesia, ma tu ci sei riuscito in modo egregio. Complimenti.