Ode ad Arrigo Boito
Massimiliano Zaino
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Sulla melanconia di queste corde
cantò il poeta il sorriso
del bruto verme
che da egro germe
le membra volse e il viso
al Ciel che fu...
all'Inferno che è;
e tra conflitti di nobili virtù
profferse all'uom perplesso
che tutto oscilla
e niente brilla
nel vivere dimesso
che si formò un dì,
e un dì divampò.
Pianse! Lagrimò sul gelido corpo
d'una vil meretrice
che denudata...
e morta... e squartata
si scoprì portatrice
d'un feto spento
che con lei perì.
S'accorò! Si strinse al genio di Parma
e a lui consegnò i canti
d'un negro ansioso
che aspro e geloso
e sposa, e regno, e vanti
diede all'inganno
e pur rinunziò.
Arrigo, gloria etesia di Padova!
Genio d'Italia e Vate,
tu che cantasti
lodi, e parlasti
di satiri e di fate,
tra essere e nulla
che pia fanciulla
in peccatrice difforma
qual marito in assassino
che irato marcia sull'orma
dell'ingannator meschino,
ave! Saluti
a te, oh Cantore!
Ave per sempre,
nobile voce
d'un santo Amore!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
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Michele Tropiano23 febbraio 2011
la mia opinione è che se vuoi tornare al romanticismo, devi anche scrivere in metrica...

