'i mi' castello
Saverio Chiti
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Ni' mi' castello
vivevo come un Re,
senza alcun pensiero
senza un dacché
e ogni mio istante
non si curava del tempo,
che passava oltre
dove il niente, era importante
Finché un giorno, ignoti
hanno bussato al mio portone,
bramando molti dubbi, ma con trambusto
ignari, aveano valicato la linea del non ritorno
Giunti erano, al tempo giusto
e ammaliando di buon ora
tutto ciò ch'era dolenza,
son riusciti a mutare la mia uggia, in allegria
Riconosco in loro, la parvenza
di viver la vita affine alla mia,
tramutando così, rabbia
in serena condizione
Ecco che,
se prima nella mia rocca
ero un solo e sciatto Re
adesso vivo lì, ogni mio istante vero
indulgendo compagnia,
poiché ora, i' mi' castello
si è mutato
in dolce maniero.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (2)
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Carlo Fracassi27 febbraio 2011
La condivisione di una gioia o un dolore ci fa sentire meno soli, com'essere eremiti confortati dalla fede nel proprio Dio.
Giovanni Licata12 febbraio 2015
Dentro di noi il tempo non passa, l'anima allegra e spensierata rimane, anche in un castello inviolato d'altri a convivere insieme ogni attimo,


