Bambini e innamorati
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Non so come chiamare, se "contrasto" o "alternanza", tale procedere "filosofico - poetico" del Terracciano, che sempre si diletta in piacevoli e ben condotte "bizzarrie", nell'osservare questi stati dell'animo di fronte a determinati fatti. La sua dinamica poetica si fonda stavolta sull'osservazione di due fenomeni, apparentemente contrastanti, quali lo stupore di un bambino di fronte al sorgere del sole e le parole (le stesse dai primordi dell'umanità) sussurate dall'innamorato. all'amata. Eppure, malgrado l'apparente contrasto, i due "fenomeni" comportano la medesima identificazione, in quanto, se il sole è veramente scoperta nuova del bambino, pure le parole d'amore trite e ritrite assumono forma dell'originalità per l'innamorato.
Il nuovo nasce quando è l'anima che guarda le cose che si muovono nei giorni, quando ricuce pezze ai disadorni palpiti che il sole mesto, pareva, mesto, il sole aver abbandonato, e invece no l'aurora si rischiara e non è mai come il mattino già trascorso. E' nuovo il giorno e nuovo è quell'evento che si ripete, amabile, al mattino del sole che sorride a ogni destino che si credeva il sole avesse abbandonato. Invece no, riappare in ogni croma, in ogni acuto, in ogni tono grave, nell'andante, il crescendo, nel soave che si dispiega al giorno dall'aurora. Il cuore spasimante la ritrova nel senso dell'amante innamorato, nel prigioniero in cella mai domato dalla notte per cui la luce implora.

