Giù dalla torre
Calogero Pettineo
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C'era una volta, una burbera torre,
piegata, nella notte profonda
immersa in una rossastra luna di miele,
radiosa non smuoveva quell'armonia
che, inonda e circonda il viso luminoso,
di principessa dai biondi capelli.
Ogni giorno, come d'incanto viaggio
e chissà perché, mi ritrovo sempre
sotto la torre, suddito di quel suo canto
che piega il sorriso e disorienta gli uccelli.
Eppure, non v'è nessun'ombra di paura
nel sguardo, che regala musica
e distesa nell'attesa, lega sogni
colmando di stelle le mie mani.
- Ora, ti appartengono -.
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (7)
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Danielinagranata26 febbraio 2011
Lirica che affascina magica e bella coinvolge il lettore
Midesa3 marzo 2011
fiaba semplice ma di grande suggestione che affascina il lettore... complimenti calogero
Silvia De Angelis4 marzo 2011
Una torre che riapparendo spesso, nel corso dei propri viaggi, ne diventa quasi fedele compagna e simbolo di serenità...
Antonio Biancolillo4 marzo 2011
E la torre di questa fiaba... un richiamo che incessante coinvolge i propri pensieri senza paura del viaggio... Ben verseggiata...
malaluna19 aprile 2011
Rapunzel ti ha lanciato la bionda treccia, nel vortice della vita ti ha legato ai suoi sogni, rsta suo prigioniero
malaluna19 aprile 2011
Rapunzel ti ha lanciato la bionda treccia, nel vortice della vita ti ha legato ai suoi sogni, rsta suo prigioniero
malaluna19 aprile 2011
Rapunzel ti ha lanciato la bionda treccia, nel vortice della vita ti ha legato ai suoi sogni, rsta suo prigioniero





