11 Novembre - San Martino
Duilio Martino
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Tra le cucurbitacee con il secchio
nell’orticello sta ricurvo il vecchio
ne sceglie al nipotino la migliore
la festa incombe e s’agitano nuore
già pensano al frastuono occasionale
di cento "stagnarole" lungo il viale.
Nell’aria pregna d’intensi sapori
s’intaglian volti dai mille colori
neri fantocci sui carri arrangiati
per finti scontri tra rioni inscenati
quando d’inverno ricade il solstizio
e grosse zucche ne segnano inizio.
Fanciulli avvolti da stracci geniali
artiste sono le madri speciali
si impegnano per renderli contenti
spendendo il tempo per semplici eventi
fatti di maschere, zucche, scherzetti,
ferratelle, salsicce e altri dolcetti.
Da tantissimo lustri festeggiamo
lo strano Santo in Abruzzo montano
senza importare dalle altre nazioni
un altro evento che muove milioni.
Rivendicare l’antico il folclore
è un atto dovuto, è un atto di amore.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (1)
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filiberto27 febbraio 2011
Rivivere le cose di una volta, ricordare i vecchi sapori e colori è bello e coinvolgente. Opera molto piaciuta.
