La scìa del freddo
Spesso ci troviamo immersi
in serate di atee luci,
vagabondi di ombre bisbetiche
figlie di un credo mancato.
Non ha nome né volto
la solitudine da lampadina.
I giorni si consumano
prede di inutile wolframio.
Non c'è comprensione
tra porta e maniglia,
aprono mondi discordanti
su me, uscio giù di tono.
Le traiettorie dei sogni altrui
come linfa del mio non detto
aspettano deviazioni ironiche
da romantiche bugie d'agosto.
Le tragedie nascono per l'estate:
è inverno ormai se fanno ridere...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Copia Conforme28 febbraio 2011
Molto originale l'espressione "atee luci"... potrebbe essere interpretata in molteplici modi. Ogni strofa potrebbe essere oggetto di una specifica analisi, data l'apprezzabile ricchezza di contenuto di ciascun verso.
