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Introspezione 27 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3949 letture

Decadente me

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Avvizzita foglia trascinata dalla veemente procella m’assoggetto all’uzzolo dell’anima esaustata dai furiosi elementi. Infradigiata brattea gravata dall’acquerugiola acquisto peso precipitando sorda al suolo, mentre muta urlo la mia passione. Cinerea putrescente linfa m’assoggetto alla terra che ingorda fagocita la sovvertita materia. Germe di un me che non si narrava, sgravata dalle ubbie libero l’assillo rinascendo liliale germoglio. maipiù veracondiamente mutola maipiù deità e pavide reticenze never- more... di una decadente me
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Vi sono giorni di apparente pace e giorni di sentita fatica... ci sono giorni in cui un tiepido sole ristora logore e vizze volte, e giorni in cui la pioggia ne irrora le evidenti rugosità... L’immagine allegata è una tela di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (1)

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Annamaria Barone2 marzo 2011

Ci sono momenti nella vita nella quale le ossa ed il sangue urlano solo una cosa: Arrenditi! Arrenditi per non sentire più il dolore, arrenditi per non sentire la fatica, per non cogliere nello sguardo di chi ti circonda rimprovero. Arrenditi per diventare come tutti, assoggettato a leggi e comportamenti che sono dettati dall'alto, dall'altro da te. Arrenditi... ma dentro il daemon ruggisce, i sogni cercano una strada scavando la carne per emergere e diventare realtà, i pensieri scatenano tempeste. Annullarsi o emergere? Emergere, e non dimenticarsi di sè, perché questo è nostro diritto e nostro dovere per gratificare il dono immenso della vita, ogni giorno. Dolorosa e bellissima poesia, si sente scorrere sulla pelle. Sentita