Io... forse
Luca Ventura
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Lenta la penna sul fare del giorno
trascrive del cuore la traccia dolente.
Triste lo sguardo che volgo al domani
pensando alle note d'antico rancore
Venga la luce a scaldare il pensiero
d'avere perduto qualcosa irreale
venga coscienza su vani rimorsi
dissolva ogni dubbio che adombra sorrisi
S'intinge di viola la traccia del fato
che sembra schernisca gli oscuri pensieri
non mostra la rotta che porta alla luce
m'invita al bivacco e alla mera rinuncia
Non chiara m'e' rotta di questa esistenza
sia forse la prova che al dopo dia accesso
o forse comparsa d'un atto piu' grande
v'e' sola certezza che nulla m'e' certo
Pensieri d'organza stracciati dal tempo
non ledono l'estro che cuore mio avvolge
sorrido a un domani di nuove battaglie
nessuna sibilla prevede vittorie
Aspergo di sale le antiche ferite
perche' del passato rimanga il dolore
vano è lenire se all'alba d'un poi
bassa e la guardia nel ciclico errore
Maestra mia vita, mia antica compagna
mai vano è per l'uomo l'averti incontrata
racconti segreti con flebile voce
che udito non coglie ma l'anima nutre
Insegnami e portami all'essere vivo
che questo di certo è l'errore piu' assurdo
d'avere e sprecare quel soffio d'argento
fra l'ali di mosche scambiate per fate
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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