Passando alla chetichella

Non amo parlare della mia vita ma amo leggerla, tradotta in pensieri, sensazioni, poche righe che mi aiutano ad auto analizzarmi. I versi che scrivo attingono ed evocano in me immagini surreali che suggestionano da lungo tempo la mia fantasia. Rileggendomi però non sempre mi riconosco. Cerco di proiettarmi in ciò che e
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Una vita attesa... un ritorno verso sé stessi che non arriva mai, una ricerca costante nel sé. Un percorso illuminato in parte ma di una luce che brucia, che fa male. E quel mal di denti che non permette alla lingua di cantare... è sempre l'io bloccato, imprigionato in se stesso. Non leggo speranza in questi versi, anche se trovo nel linguaggio una certa ironia. Una poesia un po' onirica, tra la realtà e la fantasia. Bene la scelta di metterla in "fantasia". Interessante, piaciuta
Anch'io penso sia piuttosto onirica questa poesia... tesa tra fantasia e realtà alla ricerca sempre di un senso comunque o tesa a dimostrare che la vita un vero senso non ce l'ha. Mi piace molto il tuo modo di scrivere, lo ripeto anche se mi ripeto!

