Pagine tumide
Antonio D’Auria
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Nei miei giorni insonni
ho l'eco del tuo seno
che geme al tocco
e segna l'irruenza del volersi.
Ti voglio.
Mi brami al ricordo.
Versi calore
con voce strozzata,
sbattuta
su sottili pareti.
Non basta per arginare l'incendio.
Con lingua lievitata,
il pieno, il vuoto
rincorri
fra acuti,
i più impervi.
Lecchi
e scorre, con l'indice,
saliva
per spaginare il diario
dei tuoi segreti silenziosi
che ora urli.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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