Settantasette

Magico anno il settantasette,
tu mi volesti ad ogni costo
e la tua amica insistette,
così abbandonai quasi tutto.
Fu magnifico averti per tutti i giorni,
in quei lunghi mesi fino al finir dell'estate
che spazza via amori eterni
e concilia promesse d'amor mai mantenute.
Il nostro amor nei casotti
buttati nudi su soffici canotti,
ad ansimar più che per amor per la paura
di essere scoperti avvinghiati,
a gridare di piacere, leccandoci la pelle
salmastra, i tuoi rosei capezzoli
le tue carnose labbra sulle mie avide labbra.
Le nostre furtive sparizioni,
noi finiti sul bagnasciuga
riempirci di sabbia calda
di stridenti baci là dove l'oscuro
mare nero della notte di luna piena
argentata lavava i nostri corpi
i nostri umori noi nudi io esploratore
delle tue grotte d'alabastro
dal succo salmastro.
Il mio amore urla l'ultimo giorno,
alla stazione ci concedemmo
ancora di più profondo di più vergine
amore ancora oggi ne percepisco
il sapore, l'odore l'umore
dei tuoi baci, della tua pelle,
del tuo splendido fiore
che ho annusato di cui mi sono cibato
come un ape sui pistilli
inebriato estasiato,
ed è stato tutto urlato,
in quanto segreto, rubato
e appassionato.
Oggi grida ancora il mio amore
ripercorro con delizia
tutti gli attimi
di folle intensa lussuria
che ci ha trascinati via.
©
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