Come Araba Fenice

Non percepisco
l'abbraccio stritolante del tempo.
Non mi affanno
nel volgere veloce dei calendari.
L'avvicendarsi delle stagioni
mi torniscono,
mi danno rotondità azzurre,
mi avvolgono l'anima di desideri nuovi.
Come scialle tarlato mi getto alle spalle
le vicende dolorose,
e gerle da affastellare di vita
attendono di essere colmate.
Le delusioni mi forgiano
rendendo lucentezza alla ruggine dei giorni,
e la polvere di ore da rimuovere sul viso
è il mio assillo incessante.
Con carezze di sorrisi
distendo le rughe insidiose
che dell'anima vorrebbero
ghermire la bellezza.
Ho fatto mio
il pianto delle allodole azzoppate
ed ho potere di trasformarlo
in sinfonie inedite e suadenti.
Come fenice innamorata
mi avviluppo al destino
in cerca di ulteriori primavere,
e dal sogno mai sopito
nuove planimetrie mi si schiudono
nell'attesa di cieli da solcare.
Sono sbiancate a migliaia le lune,
ed ho sfidato secoli di oblio
ma ho imparato a rinascere
dalle mie ceneri,
allattandomi di Musica e Poesia.
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L'autore
Annysea
Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “
Commenti (2)
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Doraforino5 marzo 2011
Per questa lirica in omaggio alle donne, l'araba Fenice ha sempre sfidato secoli di oblio, imparando a rinascere dalle ceneri. Versi di grande intensità.
Antonio Biancolillo5 marzo 2011
Donna... un nome senza tempo... una stella senza età...un qualcosa di magico... un mondo senza fine... sempre pronto a rinascere... Omaggio stupendo e condiviso... Molto apprezzata...

